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giovedì 5 febbraio 2009

Marcello Piras: Freddie Keppard

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Sotto il fazzoletto di Freddie Keppard a 8.28

venerdì 11 luglio 2008
di Marcello Piras



Tra le leggende dell'epoca eroica del jazz, quella del cornettista Freddie Keppard (1889-1933) non ha eguali per suggestione evocativa. Non c'e' sommario storico, per quanto striminzito, che non la citi per esteso. E' cosi' affascinante che di solito l'autore la riporta pari pari, astenendosi da un commento. Quasi che una leggenda potesse sopravvivere, intatta, per un secolo, senza celare un significato nascosto, che meriti di essere indagato.
Del personaggio Keppard, la tradizione delinea un ritratto schematico, ma nitido. Uomo dal carattere orgoglioso, individualista, fiero del duo talento improvvisativo, Keppard era indiscusso portavoce e bardo della comunita' creola, che lo venerava. A documento della sua arte, ai posteri sopravvivono solo una dozzina di dischi decrepiti, alcuni dei quali sono cosi' fiochi e arrochiti, che ancora si discute se ci sia lui, o qualcun altro. Purtuttavia, accostandosi a questi cimeli con pazienza infinita, e con un po' d'immaginazione uditiva, alla fine si viene largamente ricompensati. L'aggressiva cornetta di Keppard rivela un fulgore timbrico ed una nobilta' di accenti, che suonano come un'eloquente conferma della leggenda.
Il cornettista incise tra il 1923 ed il '26, quando ormai i sui bei giorni erano passati. Tuttavia, gia' diversi anni prima - nel 1916, secondo la leggenda - , la Victor gli aveva spalancato le porte dei suoi studi. Ma di fronte all'offerta di incidere il primo disco jazz della storia, Keppard si tiro' indietro: temeva di poter essere piu' facilmente copiato. Quando cambio' idea non correva piu' questo rischio: la sua musica era ormai fuori moda. Lo stesso geloso riserbo per i segreti della propria arte fa capolino in un altro aneddoto, non meno classico. Secondo questo, Keppard alla testa della sua banda nelle strade di New Orleans era solito suonare con un fazzoletto sulla mano. Per non farsi "rubare le idee", diceva.
Si potrebbe obiettare che guardando la mano di un suonatore di cornetta non s'impara molto. Non bisogna pero' saltare alla conclusione che quel fazzoletto fosse una mera stravaganza d'artista, in se' priva di senso. Al contrario, l'aneddoto, vero o falso che sia, e' rivelatore di un preciso schema di pensiero non-occidentale, di cui non e' difficile ritrovare il seme.

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